Censimento delle Artiglierie in Italia

Da ArtiglieriA.

Sono felice di poter raccogliere l'invito del Ten. Col. Filippo Cappellano, in servizio presso l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito ed autore di varie opere di militaria. Nello scritto qui sotto riportato, l'autore, dopo un'analisi impietosa, quanto realistica, della situazione museale militare in Italia, ripropone l'idea della costituzione di una sorta di censimento di armamenti pesanti presenti nel territorio italiano. Lo scopo principale é costituire un archivio disponibile agli appassionati ed, in secondo luogo, di seguire questi pezzi, in un periodo di continue dismissioni di caserme ed installazioni da parte della Forza Armata che rischiano di portarli a concludere la loro vita in un campo di demolizione anziché in un museo a disposizione delle future generazioni.


Dedicato a tutti gli appassionati di armi e storia militare in genere dal Ten. Colonnello. Filippo Cappellano

E' noto a tutti lo stato di semiabbandono in cui versano gran parte delle collezioni storiche di armamenti pesanti presenti in Italia. La situazione è particolarmente grave soprattutto per i musei dell'Esercito, che, per mancanza di fondi e di scarsa attenzione verso tutte le problematiche relative alla storia e tradizioni della Forza Armata, sono chiusi o lamentano gravi deficienze sia di ordine ricettivo e di accoglienza del pubblico che di cura e conservazione dei reperti. Le poche risorse finanziarie disponibili destinate alla manutenzione ed al miglioramento dei locali espositivi vengono ripartite su dieci infrastrutture sparse sul territorio nazionale, che ospitano i vari musei d?arma e di specialità. Al momento non esiste alcun piano di unificazione che miri alla costituzione di un museo centrale dell'Esercito Italiano, sull'esempio di varie nazioni europee. L'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito non ha alcuna voce in capitolo nella gestione tecnica ed amministrativa dei musei militari, che dipendono gerarchicamente dall?Ispettorato delle Armi tramite le rispettive scuole d?arma. Ad esempio il Museo della Fanteria di Roma dipende dalla Scuola di Fanteria di Cesano e quello di Cavalleria di Pinerolo dalla Scuola di Cavalleria di Lecce. Esistono naturalmente delle eccezioni come il museo dei Granatieri che dipende direttamente dal comando Brigata Meccanizzata "Granatieri di Sardegna". I direttori dei musei vengono generalmente tratti dalle schiere di ufficiali superiori prossimi alla pensione, stanchi e demotivati, il più delle volte privi di qualsiasi interesse e competenza nel campo della storia militare. La situazione è destinata a peggiorare ulteriormente quando verrà a mancare il personale per i servizi di manovalanza, pulizia e manutenzione spicciola dei locali, sorveglianza e custodia del materiale museale, oggi garantiti a buon mercato dai soldati di leva. In pericolo sono soprattutto le piccole collezioni di artiglierie e mezzi corazzati presenti in quasi ogni caserma italiana, che vengono irrimediabilmente disperse con lo scioglimento dei reparti ospitanti e l'alienazione delle infrastrutture. Occorre però reagire a questo stato di cose così avvilente che pone, tra l'altro, in cattiva luce il Nostro Paese in ambito internazionale anche nel campo della conservazione dei reperti storico-militari. Chi ha visitato Saumur, Bovington, ... non può far altro che rammaricarsi nel paragonare l'organizzazione e la disponibilità di risorse di simili enti museali con le strutture della nostra Cecchignola. Sperando in tempi migliori ed auspicando una maggiore sensibilità della Forza Armata verso la problematica della conservazione e valorizzazione dei materiali di interesse storico, ripropongo a distanza di oltre 10 anni una iniziativa lanciata sulla rivista Panorama Difesa e sul periodico della brigata "Ariete" Noi Corazzati. Nel 1989 mi feci, infatti, promotore di un censimento di tutti i blindati storici sparsi nella Penisola, richiedendo la collaborazione dei lettori, invitati a fornire una sintetica scheda su eventuali ritrovamenti, contenente l'indicazione della tipologia del mezzo, la sua ubicazione, il suo stato di conservazione, la data di rilevazione e possibilmente una sua immagine fotografica. Scopo di questa nuova iniziativa è quello di ricreare su supporto elettronico, con l'aiuto di appassionati e studiosi e perché no, anche di direzioni di musei ed enti militari, un catalogo dei reperti storico-militari presenti in Italia. Nel caso in cui l'inventario dei mezzi corazzati avesse successo, l'iniziativa potrebbe estendersi anche alle fortificazioni permanenti, alle artiglierie, veicoli logistici, ...

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