VALUTAZIONE DEI RISCHI
Redatto ai sensi dell'art. 28 D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81

TUTTOTTICA di Marcuzzo Bruno
Via Conciliazione 20 - 30020 Fossalta di Piave (VE)
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PREMESSA
Il presente aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi rientra nella "politica della sicurezza" perseguita dall' azienda ed ha come scopo quello di verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti per il miglioramento della sicurezza attraverso un processo di controllo e riduzione dei rischi individuati all'atto della stesura del documento e di programmare le misure opportune per garantire il miglioramento,nel tempo dei livelli di sicurezza. L'aggiornamento si rende inoltre necessario in quanto in data 15 maggio 2008 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 "attuazione dell'art. l della legge 3 agosto 2007,n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" . Il decreto ha sostanzialmente sostituito gran parte della legislazione precedente in materia di igiene e sicurezza del lavoro ed ha introdotto nuovi adempimenti specifici per le aziende. Il presente documento è stato elaborato sulla base delle indicazioni del nuovo decreto e tenendo in evidenza le norme tecniche e legislative precedenti che non sono state abrogate e tuttora in vigore. Tutti i riferimenti relativi agli articoli, riportati nella seguente relazione si intendono riferiti al D.Lgs 81/200 salvo diversa indicazione.

RIFERIMENTI NORMATIVI E CRITERI ADOTTATI
Per l'analisi corretta delle situazioni presenti nell'azienda, per la individuazione dei pericoli e la valutazione dei rischi viene fatto riferimento alla normativa in vigore in materia di prevenzione infortuni e sicurezza dei luoghi di lavoro e a Normative tecniche nazionali e internazionali come UNI EN 1050:1998, OHSAS 18001:1999 e alla più recente BS 8800:2004. Inoltre si fa riferimento alle Norme CEI e ISO, a Linee guida Regionali, Linee Guida ISPESL, Linee Guida CEE e INAIL, alla letteratura più autorevole e in particolare alle "Linee guida per la valutazione dell'organizzazione aziendale della sicurezza - Linea SGS" della Regione Veneto e alle linee guida INAIL per una gestione SGSL. Particolari criteri di valutazione eventualmente adottati in relazione a un determinato rischio sono riportati in intestazione alla scheda di valutazione del rischio medesimo.

Indice

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI - Le definizioni, L'obbiettivo e il metodo

Valutazione dei rischi

La "valutazione del rischio" così come è prevista dall'Art. 28 del D.L.vo 81/2008, va intesa come l'insieme di tutte quelle operazioni che vengono svolte per pervenire ad una "Stima del Rischio di esposizione ai fattori di pericolo per la sicurezza e la salute del personale", in relazione allo svolgimento delle lavorazioni. Ciò al fine di programmare gli eventuali interventi di prevenzione e di protezione, per conseguire l'obiettivo della eliminazione o della riduzione del rischio secondo quanto previsto dall' Art. 15 dello stesso D.L.vo. Le operazioni, successive e fra loro conseguenti che vengono svolte, si basano sulle seguenti definizioni:

Tali operazioni comportano l' individuazione dei seguenti elementi:

I rischi lavorativi

I rischi lavorativi presenti negli ambienti di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle attività lavorative, possono essere divisi in tre grandi categorie:

Il D.L.vo 81/2008 ha inoltre evidenziato i rischi collegati a stress lavoro-correlato, quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza.

Rischi per la sicurezza

I rischi per la sicurezza o rischi di natura infortunistica sono quelli responsabili del potenziale verificarsi di incidenti od infortuni, ovvero di danni o menomazioni fisiche subite dalle persone addette alle varie attività lavorative, in conseguenza di un impatto fisico con conseguenze traumatiche di diversa natura (meccanica, elettrica, chimica, termica ecc.). Le cause di tali rischi sono da ricercare, almeno nella maggioranza dei casi, in un assetto non idoneo delle caratteristiche di sicurezza proprie dell'ambiente di lavoro, nelle macchine e/o apparecchiature utilizzate, modalità operative, organizzazione del lavoro ecc. Lo studio delle cause e dei relativi interventi di prevenzione e/o protezione nei confronti di tali tipi di rischi mira alla ricerca di un idoneo equilibrio bio-meccanico tra uomo-struttura-macchina-impianto sulla base dei più moderni concetti ergonomici. I rischi per la sicurezza possono essere suddivisi nei seguenti principali gruppi:

Rischi per la salute

I rischi per la salute, o rischi igienico-ambientali, sono quelli responsabili della potenziale compromissione dell'equilibrio biologico del personale addetto ad operazioni od a lavorazioni che comportano l'emissione nell' ambiente di "fattori ambientali di rischio" di natura chimica, fisica, biologica conseguenti alla esposizione del personale addetto. Le cause di tali rischi sono da ricercare nella insorgenza di condizioni igienico ambientali non idonee dovute alla presenza di fattori ambientali di rischio generati dalle lavorazioni ( tipiche del processo e/o delle apparecchiature) e da modalità operative. Lo studio delle cause e dei relativi interventi di prevenzione e/o di protezione nei confronti di tali tipi di rischio mira alla ricerca di un "idoneo equilibrio bio-ambientale tra uomo ed ambiente di lavoro". I rischi per la salute possono essere così raggruppati:

Rischi per la sicurezza e la salute

I rischi per la sicurezza e la salute - rischi trasversali - sono individuabili all'interno della complessa articolazione che caratterizza il rapporto tra l'operatore e l'organizzazione del lavoro in cui lo stesso è inserito. Tale rapporto è a sua volta immerso in un quadro di compatibilità ed interazioni che è contemporaneamente di tipo ergonomico, psicologico ed organizzativo. La coerenza di tale quadro pertanto può essere analizzata anche all'interno di possibili trasversalità tra i rischi per la sicurezza ed i rischi per la salute. I rischi per la sicurezza e la salute sono essenzialmente dovuti a:

Il significato, l'obiettivo e gli elementi fondamentali della valutazione dei rischi

In generale il Datore di Lavoro ha il dovere di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in ciascun posto di lavoro, per tutte le attività e mansioni da essi svolte. Per "valutazione dei rischi" si intende quindi, come già anticipato in premessa, " la stima dei rischi da esposizione del personale professionalmente esposto ai fattori di rischio presenti nel posto o nell'ambiente di lavoro in esame e conseguenti allo svolgimento della attività lavorativa". La valutazione dovrà consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Questi provvedimenti comprendono:

Anche se l'obiettivo primario della valutazione dei rischi dovrà essere la prevenzione, ciò non è spesso realizzabile in pratica. Nei casi in cui non è possibile eliminare i rischi, essi vengono diminuiti nella misura del possibile mentre si dovranno valutare attentamente e tenere sotto controllo i rischi residui. In una fase successiva i rischi residui saranno nuovamente valutati e verrà di nuovo esaminata la possibilità di eliminarli o ridurli ulteriormente alla luce delle nuove conoscenze acquisite. La valutazione dei rischi viene pertanto strutturata ed attuata in modo da aiutare gli addetti a fare quanto segue:
identificare i pericoli che sussistono nei luoghi di lavoro e dovuti all'uso di attrezzature di lavoro di ogni tipo, a prodotti utilizzati nei cicli produttivi o alla organizzazione del lavoro. Questa fase viene avviata mediante la consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti che esprimeranno le proprie valutazione dei pericoli e dei loro effetti dannosi e mediante l'esame sistematico di ogni aspetto dell'attività lavorativa. Si terrà quindi conto di ciò che succede sul luogo di lavoro durante l'attività lavorativa esaminando per esempio le nuove lavorazioni e i nuovi impianti, l'avviamento e l'arresto delle lavorazioni, le manutenzioni e le pulizie oltre alle prevedibili emergenze. Poi verranno esaminate le operazioni che esulano dalla routine e che hanno carattere intermittente come carico, scarico campionature, modifiche nei cicli di produzione ed eventuali probabili interruzioni di lavoro. Il concetto di pericolo viene applicato in modo assai ampio così da tener conto anche del modo in cui i dipendenti interagiscono fra di loro durante l'esecuzione delle proprie mansioni.
identificare le persone che possono essere esposte ai pericoli così individuati compresi i gruppi di persone esposte a rischi particolari quali addetti ai servizi ausiliari (pulizia e manutenzione, lavoratori temporanei), subappaltatori, indipendenti, studenti, tirocinanti, visitatori, donne incinta, portatori di handicap ecc.
valutare i rischi conto della affidabilità e della adeguatezza delle misure esistenti. In questa operazione si prendono in considerazione le dimensioni possibili del danno derivante da un determinato rischio quali in ordine crescente:

e la probabilità dei possibili danni quali:

determinare i provvedimenti di prevenzione e/o protezione da adottare per ridurre sia i pericoli che le probabilità dei rischi. Obiettivo di questa fase è quello di fornire ai lavoratori la protezione richiesta dalla normativa. Le misure da adottare verranno individuate secondo le priorità consigliate dalla gravità dei rischi dalla probabilità di accadimento, dal numero di persone potenzialmente coinvolte e dal tempo necessario per porle in atto.
programmare l'eventuale approfondimento delle indagini sulle misure da programmare.
programmare l'attuazione delle misure di tutela da adottare.
verificare ed accertare se i provvedimenti attuati sono adeguati e tali da consentire un miglioramento del livello di protezione dei lavoratori.
La valutazione parte quindi dalla premessa e giunge alla conclusione che è stato preso in esame tutto quanto possibile in modo che i provvedimenti presi risultino i migliori. Nella valutazione inoltre si tiene sempre presente che:
i rischi non devono essere né "spostati", cioè che l'eliminazione di un rischio non ne deve fare sorgere un altro, né "trasferiti", cioè la eliminazione di un rischio in un'area non ne deve creare uno analogo in un'altra.

La valutazione tiene anche conto:

In altri termini la valutazione dei rischi si presenta come un esame sistematico di tutti gli aspetti del lavoro per definire quali siano le cause probabili di lesioni o di danno, sia che risulti possibile eliminare il pericolo sia che non risulti possibile e si debbano quindi definire le misure protettive del caso oppure ancora se sia possibile controllare i rischi fino a ridurli ad un livello accettabile.

LA MAGNITUDO - Matrice di valutazione del rischio

Per una valutazione oggettiva - comunque di natura qualitativa - del rischio si fa riferimento ad una correlazione tra la probabilità di accadimento e la gravità del danno nel modo che segue. Per definire la probabilità di accadimento ci si avvale della cosiddetta scala delle probabilità. La definizione della scala delle probabilità fa riferimento principalmente all'esistenza di una correlazione più o meno diretta tra la carenza riscontrata e il danno ipotizzato, in secondo luogo all'esistenza di dati statistici inerenti le attività sia a livello di comparto di attività, sia a livello di azienda. Infine un criterio di notevole importanza è quello del giudizio soggettivo di chi è direttamente coinvolto nella realtà lavorativa, che spesso costituisce l'unica fonte di tipo qualitativo possibile. Tale giudizio può essere misurato in modo indiretto attraverso il livello di sorpresa che l'evento provocherebbe. La scala di gravità del danno chiama invece in causa la competenza di tipo sanitario e fa riferimento principalmente alla reversibilità o meno del danno, distinguendo tra infortunio ed esposizione acuta o cromca.

Scala delle Probabilità: "P"

ValoreLivelloDefinizione / Criteri
4Altamente Probabile- Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata e il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori.

- Si sono verificati danni per la stessa mancanza rilevata nella stessa azienda o in aziende simili o in situazioni operative simili.
- Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe alcun stupore in azienda.

3Probabile- La mancanza rilevata può provocare un danno, anche se non in modo automatico o diretto.

- E' noto qualche episodio in cui la mancanza ha fatto seguito il danno.
- Il verificarsi del danno ipotizzato, susciterebbe una moderata sorpresa in azienda.

2Poco Probabile- La mancanza rilevata può provocare un danno solo in circostanze sfortunate di eventi.

- Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi.
- Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa.

1Improbabile- La mancanza rilevata può provocare un danno per la concomitanza di più eventi poco probabili indipendenti.

- Non sono noti episodi già verificatisi.
- Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità.


Scala dell'entità del Danno: "D"

ValoreLivelloDefinizione / Criteri
4Gravissimo- Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidità totale.

- Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti.

3Grave- Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità parziale.

- Esposizione cronica con effetti reversibili e/o effetti parzialmente invalidanti.

2Medio- Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità reversibile.

- Esposizione cronica con effetti reversibili.

1Lieve- Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità rapidamente reversibile.

- Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili.


MATRICE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Il prodotto dei valori attribuiti alla probabilità ed alla gravità, (probabilità X Entità) determina l'INDICE DI RISCHIO e quindi l'urgenza degli interventi di adeguamento secondo i seguenti criteri:
Indice di valutazione del Rischio "R"

IndiceValutazioneCriterio
> 8NON AccettabileAzioni preventive necessarie indilazionabili
≤5 e ≥8TollerabileAzioni preventive necessarie da programmare nel medio periodo
≤2 e ≥4AccettabileAzioni preventive e/o migliorative da programmare nel lungo termine
= 1AccettabileNessun intervento

LE PRINCIPALI VALUTAZIONI

Si riporta, di seguito a titolo informativo, l'elenco delle principali attività di valutazione da svolgere:

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